Sagoma

5 dicembre 2011 § Lascia un commento

Ascolta la puntata dedicata a Sagoma: Montag2x10

Sagoma Editore è una realtà nata… che ore sono? Diciamo che il 2010 è stato il suo primo vero anno di attività. Fondata da Carlo Amatetti per occuparsi di comicità e humour, ancora oggi, dopo giorni e giorni (e una manciata di ore) di lotta, si può ancora orgogliosamente fregiare del titolo di casa editrice indipendente. Titolo che, in buona sostanza, sottintende che se non si vendono i libri è chi vi scrive ad andarci di mezzo: pertanto, niente scherzi! Tuttavia la casa editrice non è che l’ultimo tassello di una realtà composita nata nel Millennio scorso (1999…) e formata oggi da: Sagoma Network, il service editoriale e l’agenzia di comunicazione Sagoma Comedy, il magazine online e Sagoma Editore, appunto. La sede legale è a Vimercate, nel cuore pulsante della laboriosa Brianza. L’obiettivo? Annichilire i competitor, conquistare il 50% del mercato e invadere l’Austria! Ma si accontenteremmo anche di divertire i lettori senza andare sul lastrico…

DAI UN AIUTO CONCRETO ALL’EDITORIA INDIPENDENTE ITALIANA!
L’ingordigia dei grandi editori e la crisi italiana e mondiale stanno mettendo in ginocchio la piccola editoria indipendente. Tu puoi salvarla facilmente. Come? Comprando direttamente i libri sui bookstore degli editori! Partendo da quello di Sagoma, s’intende… 😉

Se stai leggendo questa pagina, probabilmente sei già un fan dei nostri libri. Ma se stai leggendo questa pagina, probabilmente sei anche un lettore curioso, che non si accontenta delle proposte mainstream delle grandi catene e che invece intuisce che il vero bacino della diversità culturale dell’editoria italiana risiede nei titoli delle case editrici indipendenti. Non è un auto-elogio, ma un dato di fatto. Basta girare per le fiere specializzate e “registrare”  la passione che si respira in uno stand di un piccolo editore indipendente qualsiasi e poi fare il confronto visitando un megastand di un colosso editoriale.

Insomma, la passione e la competenza (magari, come nel nostro caso, unicamente verso un nicchia dello scibile umano) sono ancora i due principali strumenti messi in campo dagli editori indipendenti per decidere la propria produzione editoriale. Ma, purtroppo, le regole della distribuzione sono dettate proprio dai grandi gruppi editoriali che possiedono a loro volta le grandi catene librarie. E se prima della crisi era dura far ottenere visibilità ai nostri titoli nelle grandi librerie, oggi le maglie sono diventate ancora più strette perché, a fonte di un vistoso calo delle vendite, l’interesse delle grandi catene è far vendere prima i libri editi dal “gruppo”.

Non solo quindi la visibilità dei titoli delle piccole case editrici è assolutamente ridicola, ma molti dei nostri lettori non sanno che il cercare di mantenere dei prezzi di vendita accettabili a fronte delle condizioni di vendita imposte dal mercato è impresa pressoché impossibile. Eh sì, perché il distributore si tiene circa il 22/23% del prezzo di copertina e le librerie una media del 36% (si va dal 30% standard di una libreria indipendente fino al 44% e oltre di una grande catena). Di riffa e di raffa, a un editore, tenuto conto che c’è anche l’autore da pagare (last but not least… ;-), rimane in tasca una media del 36% del prezzo di copertina.

Un 36% che equivale finalmente all’utile dell’editore? Nemmeno per sogno: con questi soldi bisogna pagare nell’ordine: traduttore, editor, grafico e stampa (senza contare la luce, il riscaldamento….). Per tirature di circa 2000 copie significa una spesa di circa 10/12mila euro. Proviamo ora a dividere 12.000 per 6,48 (il 36% di 18 euro, il prezzo medio di un nostro titolo) = 1851. Significa che solo la vendita della 1852sima copia comporta per l’editore l’arrivo dei primi 6,48 euro di “utile”. La possibilità che questo avvenga è pressoché nulla se è vero che in prima prenotazione oggi raramente accade che vengano prese (e non significa comprate, si badi bene: in editoria vige il diritto di reso senza limiti temporali) più di 5/600 copie dalle librerie.

Come può un lettore aiutare una piccola casa editrice indipendente che, guarda caso, pubblica però i libri che ama? Un aiuto basilare è quello diacquistare i libri direttamente dal suo bookstore online. Dei libri venduti direttamente dal proprio store (senza passare dal distributore e dalle librerie) l’editore conserva oltre il 90% del prezzo di copertina, anziché il 36%. Nell’esempio sopra riportato significa che i primi 16 euro di utile li vedremmo alla 741sima copia venduta, e non alla 1852sima… Un po’ diverso no? Tutti soldi che la passione degli editori – quello che vi parla e tutti i piccoli editori indipendenti che avrete imparato ad apprezzare nel corso della vostra vita – non farà altro che reinvestire per pubblicare altri titoli che faranno la loro e la vostra felicità. Sagoma, dal canto suo, sul suo sito pratica sconti dal 10 al 15% e, se acquisti due libri, la spedizione è gratuita!

No, dico, vedete voi… 😉

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